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I Sentieri di Valsavarenche
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I testi della carta-opuscolo
realizzata dal Valico Edizioni
per il Comune di Valsavarenche.
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Amatissima dai suoi abitanti, ammiratissima dai visitatori, frequentata dai grandi alpinisti e percorsa senza sosta dagli escursionisti (oltre 22.000 arrivi lanno), Valsavarenche è lunico dei 13 comuni del Parco nazionale del Gran Paradiso il cui territorio è interamente compreso nellarea protetta. A Valsavarenche sentieri ed emozioni si rincorrono fra le montagne più alte dItalia e attraversano un patrimonio naturalistico prezioso ed unico. Ad accogliere gli amanti della tranquillità ci sono la regalità dello stambecco, il volo del gipeto (luccello più grande delle Alpi) e la tradizionale amicizia dei montanari.
I sentieri di Valsavarenche in generale non comportano particolari difficoltà, ma comprendono in molti casi percorsi di alta montagna che richiedono attenzione ed esperienza da parte dei visitatori del Parco, i quali non devono mai sottovalutare, tra laltro, che i repentini cambiamenti delle condizioni meteorologiche sono sempre possibili a quote elevate. Le Guide Alpine di Valsavarenche mettono a disposizione di tutti le loro conoscenze e la loro esperienza per camminare con sicurezza, serenità, curiosità ed interesse lungo le tante vie che portano in alto la voglia di capire la montagna. |
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Per non esporsi ad inutili pericoli occorre seguire poche e semplici raccomandazioni:
- Mettersi in cammino ben equipaggiati, indossando scarponi da montagna e portare sempre nello zaino, fra le altre cose, occhiali da sole e giacca impermeabile; nonché cappello con visiera e crema solare protettiva.
- Programmare le escursioni tenendo sempre conto delle capacità tecniche e delle condizioni fisiche di ogni escursionista che partecipa alla gita.
- Durante lescursione seguire sempre i sentieri che sono segnati con numero nero in campo giallo o semplicemente con un segno giallo. (Attenzione: i segni rossi o bianchi e rossi si riferiscono ad informazioni tecniche relative ai piani di assestamento forestale e non indicano alcun sentiero).
- Partire preferibilmente in compagnia e comunque lasciar detto il luogo dellescursione.
- E sempre preferibile affidarsi allesperienza delle Guide Alpine di Valsavarenche per muoversi in sicurezza e con maggiore relax; il ricorso ad una Guida Alpina diventa necessario per i sentieri segnalati come difficili.
Tutti i sentieri che sono stati riportati su questa carta con i rispettivi numeri meritano davvero di essere conosciuti: ne vengono ricordati alcuni nelle pagine seguenti.
Sentieri fatti a Misura di Re
Dal capoluogo di Valsavarenche, attraversando il Savara in direzione della foresta, si arriva in pochi minuti al villaggio chiamato appunto Vers le Bois. Parte da qui una passeggiata che, senza affaticare lescursionista, conduce dai 1545 m del villaggio ai 2165 m di Orvieille. |
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Si tratta del luogo che il re Vittorio Emanuele II scelse per far costruire, nel 1861, una casa e per impiantarvi un accampamento di caccia da utilizzare durante i periodi in cui egli soggiornava e cacciava fra le montagne di Valsavarenche. Lungo il comodo sentiero n. 8 sono perciò passati muli e carretti che rifornivano la residenza del re. Addirittura era stata sistemata una palificazione per assicurare un collegamento mediante telegrafo fra Orvieille e Villeneuve consentendo così al sovrano di tenersi costantemente e velocemente informato circa gli affari di Stato. Purtroppo quella bella casa, con il suo caratteristico tetto a padiglione, non esiste più, perché alcuni interventi edilizi comportarono un aumento in altezza delledificio che divenne perciò, nel 1982, proprio allindomani della ristrutturazione, facile preda di una valanga. Di quel complesso oggi rimane soltanto un secondo fabbricato col tetto a schiena dasino che conserva laltezza originaria e la strategica incollatura al terreno proprio a difesa dalle valanghe, le quali hanno infatti più volte attraversato quella costruzione senza provocar danni.
La passeggiata comunque non finisce ad Orvieille, perché già ai tempi del re proseguiva, salendo in lieve pendenza, verso i laghi di Djouan e ancora oltre
fino ai laghi e al colle del Nivolet. E una passeggiata che offre lo spettacolare panorama sul gruppo del Gran Paradiso, sulla Grivola e anche sulle altre vette della Valle dAosta. Presso il colle del Nivolet sorgeva unaltra casa reale di caccia, anchessa col telegrafo, che è stata trasformata nel rifugio-albergo Savoia, gestito da privati. Poco distante dal Savoia sorge il rifugio Città di Chivasso gestito, appunto, dal C.A.I. di Chivasso. Quelli del Nivolet sono soltanto due dei quattro rifugi di Valsavarenche: ce ne sono altri due sulle pendici del Gran Paradiso. Il rifugio Vittorio Emanuele II si compone di due edifici. Quello più antico fu costruito dai Savoia come casa di caccia e solo in un secondo tempo fu oggetto di donazione da parte della Casa Reale a favore del C.A.I. di Torino che, a sua volta, lo trasformò in rifugio nel 1884. La costruzione attigua, più grande e più recente, venne aperta nel 1932 durante una cerimonia presenziata dai principi di Piemonte Umberto e Maria José; i relativi lavori continuarono anche nel Dopoguerra e linaugurazione vera e propria di questo rifugio, avvenne nel 1962. Il Vittorio Emanuele II è di proprietà del C.A.I. di Torino, ma è gestito da valsavareins. Infine cè il rifugio Frédéric Chabod, una grande costruzione in pietra proprio sotto al Piccolo Paradiso e affiancato da un piccolo chalet. Sia questo chalet, sia il fabbricato più antico del rifugio Vittorio Emanuele II vengono utilizzati anche nella stagione invernale come rifugi invernali non custoditi; i gestori, nella bella stagione, assicurano invece lapertura continuativa e totale. Il rifugio Chabod è gestito da privati e si raggiunge in quasi tre ore col sentiero n. 5 che simbocca circa due chilometri prima di arrivare al villaggio di Pont.
Da Pont si possono raggiungere in circa tre ore i laghi del Nivolet col sentiero n. 3: una via alternativa a quella che passa da Orvieille. Il sentiero n. 3 attraversa il famoso Alpage du Nivolet. Su questi prati-pascoli un foraggio nutriente e di buona qualità è stato lelemento trainante di unattività di alpeggio praticata per secoli, secondo le regole di antiche istituzioni chiamate Consorterie. Quella capacità dei montanari di gestire le risorse in comune e per il vantaggio di tutti, sperimentata per così tanto tempo, è diventata una naturale predisposizione alla condivisione, ormai radicata nel patrimonio culturale delle comunità alpine.
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Rifugio Città di Chivasso m 2606 s.l.m.
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Rifugio Vittorio Emanuele II m 2735 s.l.m.
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Rifugio Savoia m 2534 s.l.m.
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Rifugio Chabod m 2750 s.l.m.
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il Vallone di Lévionaz e
il calendario topografico
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LAlta Via n. 2 della Valle dAosta attraversa Valsavarenche unendo il Col de lEntrelor (3002 m) al Col Lauzon (3295 m), passando per il villaggio di Eaux Rousses (1666 m). Proprio attraversando il fiume Savara allaltezza di Eaux Rousses e seguendo appunto lAlta Via n. 2, si arriva in circa due ore (dopo aver rimirato la foresta di larici, pini cembri e abeti rossi con esemplari secolari) al vallone di Lévionaz, meta prediletta degli Stambecchi, ma frequentata anche dai Camosci. Si tratta di un vasto pianoro che si estende subito oltre una Casa di sorveglianza del Parco Nazionale, incassata fra il bosco e la montagna. Il ricordo delle antiche pratiche di alpeggio qui a Lévionaz è racchiuso nei toponimi. I tre nomi Lévionaz di sotto, Lévionaz di mezzo e Lévionaz di sopra, che si ritrovano nelle carte, non sono frutto di una bizzarra nomenclatura: essi rappresentano bensì un vero e proprio calendario topografico. Infatti quei nomi indicano altrettante tappe di quelle migrazioni stagionali delle mandrie dai pascoli più bassi a quelli alle quote più elevate e viceversa. Insomma il nome di ognuna di quelle tre località scandisce momenti ben precisi di quel viaggio di andata e ritorno, dInarpa e di Desarpa, che da tempo immemorabile continua ad affascinare persino gli addetti ai lavori. Al vallone di Lévionaz si giunge anche attraverso il sentiero n. 10, che parte dai villaggi di Nex e Tignet ed interseca lAlta Via n. 2. |
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L'Articolo che La Vallée Notizie
ha dedicato alla Carta
dei sentieri di Valsavarenche
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La Vallée Notizie
anno XVIII - n.33 - 15 agosto 2003
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Leggi l'articolo del prof. Filippo Zolezzi
su Alpinia.net dedicato alla
Carta dei Sentieri di Valsavarenche.
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